shibari

Cos’è lo shibari, l’eccitante bondage giapponese con le corde

Tra tutte le pratiche BDSM, lo shibari è forse quella che sta prendendo più piede. Migliaia di persone in tutto il mondo ammirano le foto di donne (e anche di qualche uomo) legate con le corde, bloccate in posizioni palesemente scomode o dolorose. Non stupisce, quindi, che sempre più persone vogliano imparare a praticare questa forma di bondage giapponese e non bisogna essere necessariamente una mistress professionista.

Vediamo insieme cos’è lo shibari e come si impara al di fuori del Giappone.

Cosa significa Shibari

Shibari è una parola giapponese che significa letteralmente “legare” e, ovviamente, non si riferisce ai nodi che potresti aver imparato tra i boy-scout. Anzi, lascia perdere i nodi marinareschi o per gli escursionisti: lo shibari è una forma di bondage e, in quanto tale, ha regole tutte sue.

In questo tipo di bondage con le corde, l’obiettivo è creare una costrizione che sia bella quanto efficace. Ecco quindi che nascono legature a diamante, tecniche per ottenere nodi piatti e poco visibili, tecniche per trasformare il sottomesso in una statua di carne… Tutto il necessario per creare qualcosa di bello.

Accanto alla bellezza c’è sempre l’erotismo, cosa che a volte si tende a dimenticare. La persona legata viene accompagnata attraverso diverse legature, in un percorso di sofferenza sempre maggiore. Si parte dal fastidio tutto sommato leggero, per arrivare a un disagio talmente profondo da far cadere il sottomesso in una sorta di trance estatico detto subspace.

Una pratica non così antica

Nonostante ci siano decine di scuole diverse, ciascuna con la propria tradizione consolidata, lo shibari è un’arte relativamente recente: facendo due conti, lo shibari vero e proprio ha meno di un secolo.

In Giappone, era ed è normale usare le corde nella vita di tutti i giorni: i vestiti tradizionali non hanno bottoni e ci sono corde che hanno addirittura una funzione sacra, ovvero le shimenawa. Non stupisce che le corde venissero usate anche in ambito militare.

Un embrione di shibari nasce tra 1600 e fine 1800, durante il periodo Edo. Si chiamava “hojojustu” ed era un insieme di tecniche pensate per immobilizzare e per torturare i prigionieri di guerra. Non prendiamoci in giro: ci sarà stato sicuramente qualche carceriere che si divertiva un po’ troppo nel seviziare i prigionieri, ma dubito che fosse l’obiettivo principale.

A inizio ‘900, pittori e fotografi iniziano a pescare a piene mani dall’hojojustu per creare opere erotiche, questa volta con modelle consenzienti. Le tecniche si trasformano pian piano, diventando una pratica sì di tortura, ma di tortura erotica. Più o meno nel 1950, la trasformazione in tecnica di bondage è completa e lo shibari conquista il suo spazio nel BDSM giapponese.

Qual è la differenza tra shibari e kinbaku?

Nel linguaggio comune, le persone usano shibari e kinbaku come se fosse sinonimi. In realtà, i due termini hanno significati leggermente diversi.

  • Shibari: legare con possibilità di movimento.
  • Kinbaku: legare per bloccare, per togliere qualsiasi possibilità di movimento. Tra l’altro, il termine è più formale.

Quali corde si usano per il bondage giapponese

E qui entriamo nel vivo della questione: le corde. Le corde per appendere i panni lasciale sul terrazzo, per favore: non vanno bene per lo shibari. Anche le corde da arrampicata o quelle delle tende sono da evitare. Il bondage giapponese ha bisogno di corde specifiche, acquistabili online sotto forma di set.

I materiali migliori per il bondage con le corde sono la canapa e la iuta; la iuta giapponese è l’opzione in assoluto più pregiata, grazie alla morbidezza naturale delle corde. Da evitare le corde sintetiche, invece, che potrebbero lasciare brutte bruciature da frizione e che sono troppo difficili da slegare.

Un set medio di corde da shibari comprende 6 corde da 8 metri (10 metri, se vuoi legare un uomo) e costa tra i 50€ e gli 80€, nel caso delle corde più pregiate; spesso il set comprende anche un paio di forbici di sicurezza, fondamentali da tenere sempre accanto.

Come pulire e igienizzare le corde, dopo una sessione

Durante una sessione di bondage giapponese, le corde finiscono un po’ ovunque: terra, bocca, vulva, culo… Prima di riutilizzarle, è il caso di dare loro una bella pulita.

Non esiste un modo per disinfettare una corda senza rovinarla. Se intendi usare le corde sui genitali, quindi, la cosa migliore è usare una corda diversa per ciascun sottomesso. Per dare loro quanto meno una pulita, usa delle salviette igienizzanti su tutta la superficie.

Una cosa da non fare è bollire le corde: sarebbero igienizzate, ma anche sfibrate e fragili.

Come imparare il bondage giapponese

Come potresti intuire, lo shibari non è qualcosa che si improvvisa dopo aver visto un paio di video online. È necessario apprendere da un rigger esperto, per goderti l’esperienza in sicurezza e stile. In Giappone funziona così: scegli un maestro che ti accompagni lungo l’esperienza.

Dato il successo dello shibari, negli ultimi dieci anni sono nati moltissimi corsi per novizi ed esperti. Il costo varia dai 150€ ai 300€, a seconda dell’esperienza dell’istruttore. I più appassionati possono prenotare anche workshop intensivi e lezioni individuali.

Come fare se non hai un partner, però? In questo caso, molti corsi ti affiancano una persona disposta a farsi legare per il tempo della lezione. In più, ci sono serate su serate dedicate alle persone appassionate di bondage, per consentire loro di incontrarsi e di esercitarsi tra loro.

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